Gli impianti fotovoltaici domestici


Gli impianti fotovoltaici domestici sono composti da una serie di pannelli solari, posti sul tetto della nostra abitazione, o all'interno della nostra proprietà. Questi pannelli solari, grazie alle loro caratteristiche, sono in grado di convertire la luce del sole in energia elettrica pulita e gratuita. Vediamo com'è composto un impianto fotovoltaico, in un ambiente domestico più nel dettaglio.
La parte più visibile degli impianti fotovoltaici domestici è quella composta dai pannelli solari, che è comunemente chiamato campo fotovoltaico.
I pannelli solari, posti in modo da poter beneficiare della migliore esposizione diretta alla luce del sole, sono i dispositivi che si occupano di raccogliere l'energia solare.
In seguito, l'energia raccolta, è stabilizzata e convertita in corrente alternata da un converter, il converter ha anche il compito di convogliare la corrente alternata nella rete domestica dell'abitazione.

Come sono progettati:


Gli impianti fotovoltaici domestici sono progettati con una serie di protezioni e di quadri, dediti ai controlli di sicurezza e stabilità; questi sistemi sono posti tra l'inverter e la rete elettrica.
Grazie a un impianto così sviluppato, siamo in grado di produrre energia elettrica da una fonte rinnovabile gratuita, come la luce del sole.
Una delle domande più comuni che i nuclei familiari fanno, prima d'installare uno degli impianti fotovoltaici domestici, loro proposti, è: cosa succede se non c'è abbastanza sole o brutto tempo?
Per sopperire a eventuali deficienze nella produzione di corrente elettrica, o nella gestione di surplus nella stessa; i gestori di rete, in base alla normativa italiana vigente sono tenuti a fornire un servizio di net metering.
Questi contatori, durante tutta la giornata avranno il compito di misurare la produzione di corrente elettrica degli impianti fotovoltaici domestici, e quindi di alimentarsi dalla rete elettrica tradizionale, In caso ci fossero degli esuberi, questi ultimi si occuperanno di inserire la nostra produzione all'interno della rete nazionale, offrendoci una fonte alternativa di guadagno.
Grazie a questi impianti fotovoltaici domestici, le nostre abitazioni potranno beneficiare di energia elettrica pulita, cioè non derivante da fonti inquinanti, e anche di guadagnare dei soldi.
Gli esuberi della produzione, grazie al contatore adibito al net metering, saranno immessi nella rete del gestore nazionale, e ci saranno pagati sul nostro conto energia.
In poco tempo la spesa sostenuta per gli impianti fotovoltaici domestici, sarà azzerata e ci permetterà di guadagnare senza dover fare assolutamente nulla. Grazie alla lunga durata operativa di questo tipo d'impianto, che è valutata in circa 30 anni, la nostra famiglia potrà godere, di un continuo e gratuito guadagno giornaliero.

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Un impianto fotovoltaico è un impianto elettrico che sfrutta l'energia solare per produrre energia elettrica mediante effetto fotovoltaico. I principali componenti di un impianto fotovoltaico connesso alla rete sono: * Campo fotovoltaico, deputato a raccogliere energia mediante moduli fotovoltaici disposti opportunamente a favore del sole; * Inverter, deputato a stabilizzare l'energia raccolta, a convertirla in corrente alternata e ad iniettarla in rete; * Quadristica di protezione e controllo, da situare in base alle normative vigenti tra l'inverter e la rete che questo alimenta. * Componente spesso sottovalutata, i cavi di connessione, che devono presentare un'adeguata resistenza ai raggi UV ed alle temperature. I vari gestori di rete sono chiamati dalla vigente normativa italiana a fornire il servizio di net metering a titolo gratuito, fatte salve le spese di gestione, che si concretizzano in genere nel canone annuo di locazione di un contatore piombabile, dedicato esclusivamente alla misurazione dell'energia elettrica prodotta, e connesso a quello di consumo per permettere di auto consumare sul posto, iniettare in rete o prelevare dalla rete l'energia in modo trasparente.



I moduli fotovoltaici convertono la luce solare direttamente in energia elettrica. Questi moduli sfruttano l'effetto fotoelettrico e hanno una efficienza di conversione che arriva fino al 32,5% nelle celle da laboratorio. In pratica, una volta ottenuti i moduli dalle celle e una volta montati in sede, l'efficienza media è di circa il 12%. Questi moduli, non avendo parti mobili o altro, necessitano di pochissima manutenzione: in sostanza vanno solo puliti periodicamente. La durata operativa stimata dei moduli fotovoltaici è di circa 30 anni. La superficie occupata da un impianto fotovoltaico è in genere poco maggiore rispetto a quella occupata dai soli moduli fotovoltaici, che richiedono, con le odierne tecnologie, circa 8 m² / kWp ai quali vanno aggiunte eventuali superfici occupate dai coni d'ombra prodotte dai moduli stessi, quando disposti in modo non complanare.



Da osservare che ogni tipologia di cella ha un tipico "consumo" in termini di superficie, con le tecnologie a silicio amorfo oltre i 20 m² / kWp. Negli impianti su terreno o tetto piano, è prassi comune distribuire geometricamente il campo su più file, opportunamente sollevate singolarmente verso il sole, in modo da massimizzare l'irraggiamento captato dai moduli. Queste file vengono stabilite per esigenze geometriche del sito di installazione e possono o meno corrispondere alle stringhe, ovvero serie, elettriche stabilite invece per esigenze elettriche del sistema. La prassi vuole che gli impianti fotovoltaici vengano suddivisi per dimensione in 3 grandi famiglie, con un occhio di riguardo soprattutto a quelli connessi alla rete: * Piccoli impianti: con potenza nominale inferiore a 20 kWp; * Medi impianti: con potenza nominale compresa tra 20 kWp e 50 kWp; * Grandi impianti: con potenza nominale maggiore di 50 kWp.

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